Alimentazione e ambiente, specie animali a rischio estinzione

Se l’uomo non modificherà le sue abitudini su alimentazione e ambiente, entro il 2050 oltre 400 specie animali rischieranno l’estinzione.

Alimentazione e ambiente sono tra i temi centrali del momento. L’argomento scelto è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, e tratta l’educazione alimentare, intesa come il diritto di nutrirsi in modo sano e soprattutto che sia sufficiente per tutto il Pianeta.

Il dibattito sul futuro della Terra, ci da lo spunto per affrontare un argomento correlato, come quello di una ricerca tutta italiana che ha documentato come poter cambiare il nostro stile di vita che, oltre a produrre degli effetti benefici per la nostra salute, contribuirebbe ad evitare l’estinzione di centinaia di specie animali.

Se l’uomo non modificherà le sue abitudini su alimentazione e ambiente entro il 2050, oltre 400 specie animali rischieranno l’estinzione. I problemi sono legati all’inquinamento, alla deforestazione, alla caccia scellerata. Lo rivelano i ricercatori dell’Università Sapienza di Roma, dove affermano che il Pianeta è in continua evoluzione ed è il comportamento umano spesso ad imporre i cambiamenti, ed a farne le spese sono gli altri esseri viventi, come appunto molte specie animali.

Diversi sono gli animali a rischio estinzione. Alcuni di loro si conoscono da tempo: dal panda, simbolo del WWF, allontanato dal suo territorio a causa dell’espansione umana, al rinoceronte con le sue corna ricercate dai bracconieri, le tigri che contano qualche migliaio di esemplari, le giraffe, i gorilla, numerose specie marine. E ancora i lemuri, i koala, l’orso polare, quello bruno, i lupi che trovano riparo nelle riserve naturali italiane.

Ma l’eccessiva emissione di anidride carbonica, una dieta satura di carne, la distruzione del verde, secondo lo studio, metterebbero in pericolo anche una specie su quattro di carnivori e ungulati. Uno scenario naturale drammatico.

Eppure una soluzione per evitare il disastro ambientale prospettato dagli scienziati ci sarebbe: il “Consumption Change”, cioè il cambiamento dei consumi. Ogni azione individuale che tenesse conto e rispettasse alimentazione e ambiente (contenimento degli scarti alimentari, dieta più sana e tutela delle aree agricole) avrebbe, secondo la ricerca, un impatto enorme sulla preservazione della biodiversità nel mondo. La ricostruzione di un rapporto di armonia con la natura, sarebbe un beneficio per gli animali e, soprattutto, per l’uomo.