Attualità e Opinioni
Ex villaggio olimpico di Torino

Villaggio olimpico di Torino, ormai un rifugio di clandestini e spacciatori

Le palazzine dell’ex villaggio olimpico di Torino sono oggi occupate da 1.600 persone tra immigrati clandestini e delinquenti, tutti senza un nome e non censiti dal Comune.

Dopo i Giochi olimpici invernali del 2006 doveva diventare un villaggio residenziale, ma è rimasta un’intenzione. Così l’ex villaggio olimpico di Torino è diventato un posto in cui aver paura. Doveva essere un centro abitativo modello, ma in realtà si è trasformato in uno squallido rifugio di clandestinità e delinquenza.
E’ diventata una zona franca, terra di nessuno, dove lo Stato non riesce a controllare e intervenire. Nessuno si può avvicinare all’ex cittadella olimpica, neanche le forze dell’ordine riescono ad entrare. Dicono di comandare loro e minacciano chiunque si avvicini. All’ingresso del villaggio staziona anche una postazione fissa di polizia, ma gli agenti non hanno voce in capitolo.

Nell’ex villaggio olimpico di Torino la situazione è insostenibile.

Promesse, proposte e progetti in questi dieci anni si sono accatastati sui tavoli. I torinesi aspettano una soluzione, mentre le palazzine del villaggio olimpico sono terra di autogestione che riguarda centri sociali, no tav e area anarchica, che approfittano di queste situazioni per fomentare violenza politica e tutto quello che si può fare contro le Istituzioni, compreso incoraggiare la presenza di delinquenti e clandestini (non si sa chi siano queste persone e un censimento nessuno dei Sindaci è mai riuscito a fare).

E nessuno interviene, e questo succede da dieci anni. Gli abitanti del quartiere convivono quotidianamente con lo spaccio, il degrado, i ricettatori, i mendicanti, i furti in appartamenti e cantine, situazione sicuramente non piacevole, e nessuno sa bene anche cosa succede all’interno delle palazzine. Hanno fatto anche una petizione con una raccolta di 1.300 firme, ma non è stata neanche presa in considerazione.

Missiva vergognosa di Alfano sullo sgombero del villaggio olimpico di Torino.

Ma la gravità della questione sta anche nel fatto che il Comune di Torino ha ricevuto una lettera del Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno, Gianpiero Bocci – si presume dunque con il consenso del Ministro Angelino Alfano – dove è scritto che per procedere allo sgombero il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha ravvisato che l’operazione non si può fare perché ci sono delle criticità, come l’elevato numero e la condizione degli occupati.

Questa è una cosa gravissima! Ma come! Il Comitato di cui sopra, che è composto da Prefetto, Questore, Sindaco, Presidente della Provincia, Comandanti Provinciali dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo Forestale dello Stato, asserisce che non può intervenire per eseguire uno sgombero nel villaggio olimpico di Torino perché gli occupanti (illegittimi) sono talmente tanti che non si hanno abbastanza forze dell’ordine?

Ma è possibile che un centro illegale occupato da persone che non hanno titolo per starci, dove c’è una situazione totalmente fuori controllo, con commerci e intrallazzi vari, non si può toccare perché ce ne sono tanti? Ma è normale una cosa del genere? Dicono che deve essere sgomberato in totale sicurezza e non lo fanno perché non sono in grado di farlo. Ma è assurdo!
E Alfano che fa? Manda una missiva per mano del Sottosegretario Bocci e se ne lava le mani senza intervenire?

Immigrazione, violenza e mancanza di sicurezza: lo Stato ha fallito?

Nell’ex villaggio olimpico di Torino c’è gente che sta facendo un business, ormai indiscriminato, sotto gli occhi di tutti, che in qualche modo va bene a questo governo o che è incapace da non riuscire a fermarlo.
Nelle nostre città ormai ci sono bande di stranieri che commettono atti di violenza anche in pieno giorno, ci aggrediscono, in certe zone gli italiani non riescono più a passare; ci sono edifici, tendopoli, baraccopoli dove nessuno ha il coraggio di intervenire, e dove invece bisogna procedere a sgomberare e rimpatriare gli illegali, rimandando i clandestini a casa loro.

I cittadini non si sentono più padroni a casa loro, c’è una percezione di insicurezza diffusa, gli illegali hanno ragione e gli italiani, a volte, se reagiscono, vanno in galera. I cittadini in tante parti d’Italia non hanno più il potere del loro territorio e devono chinare la testa alla prepotenza ed alla violenza di questa gente, che nessuno sa chi sia e da dove provenga. Si stanno creando nuovi e sempre più pericolosi focolai di violenza e l’ordine in molte città appare fuori controllo, in un contesto di condizioni di vita disumane, di uno schifo e degrado senza limiti.

A livello di immigrazione, lo Stato ha fallito e si è arreso? Sembrerebbe di sì. Chi ci governa, evidentemente, non ha le palle per farlo bene e con fermezza e decisione.
Non sarebbe il caso, tanto per cominciare, di chiedere le dimissioni del Ministro dell’Interno Alfano, ormai chiaramente inadeguato a gestire i problemi dell’immigrazione e non solo?

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