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Resort Rigopiano
Hotel Rigopiano nel Pescarese, prima e dopo la valanga - Fonte foto: Repubblica.it

Resort Rigopiano, equivoci e sottovalutazioni di una tragedia annunciata

Una strage che si poteva evitare e che fa riflettere quella del Resort Rigopiano, dove sono morte 29 persone a causa di una valanga. Negligenze e ritardi sono al vaglio della Procura di Pescara.

Dopo nove lunghi giorni si conclude, almeno sotto il profilo delle ricerche, la tragica vicenda del Resort Rigopiano. E’ il momento del dolore, ed il numero definitivo delle perdite umane è gelido come la neve ed il ghiaccio che ricoprono i resti di quello che fu un albergo turistico di lusso.
I numeri, infatti, confermano che sono 29 i corpi senza vita estratti dalle macerie, uccisi schiacciati dalla valanga, dall’assideramento o dall’asfissia. I sopravvissuti sono 11, compresi i due che hanno dato l’allarme.

La tragedia del Resort Rigopiano.

Il 18 gennaio scorso, sul dorso orientale del massiccio del Gran Sasso, dopo una serie di scosse di terremoto, un violento movimento della montagna ha rovesciato a valle una valanga di neve così forte da travolgere tutto, con una forza devastante pari a 4mila tir a pieno carico. L’hotel Rigopiano, sito nell’omonima località turistica nel comune di Farindola, in provincia di Pescara, è stato sventrato, diviso in due e spostato in due pezzi, uno a 15 metri dall’altro.
Quello che rimane sembra un cantiere, con le braccia delle pale meccaniche che ancora scavano per liberare l’hotel.

Ed in questa tragedia, che ci ha preso tutti, restano anche le scene commoventi dei bambini salvati dai Vigili del Fuoco tra abbracci e applausi, delle vite salvate che ricominciano, ma anche l’angoscia e la pena per chi non ce l’ha fatta e per i loro familiari.
Resta, inoltre, l’amaro diritto di sapere se questa sciagura si poteva evitare, se sia stato fatto tutto e se qualcuno abbia sottovalutato e sbagliato.

La Procura di Pescara ha aperto un’inchiesta che dovrà accertare se ci siano state responsabilità e se i ritardi nei soccorsi portati al Resort Rigopiano possano avere inciso sul bilancio della tragedia. Si indaga per omicidio plurimo colposo e disastro colposo. L’indagine è all’inizio e gli elementi da analizzare sono molti.

Le telefonate e gli equivoci.

Dalle telefonate acquisite delle segnalazioni prima e dopo la valanga, emergono una catena di equivoci e sottovalutazioni.

C’è la chiamata delle 17,02 del sopravvissuto Giampiero Parete al 118, in cui l’operatrice gira la telefonata alla Centrale di Pescara. C’è poi l’allarme lanciato poco dopo, alle 18,20, da Quintino Marcella, sempre su segnalazione di Parete, alla Protezione Civile. In quel caso, dall’altro capo del telefono ha trovato la Funzionaria della Prefettura Daniela Acquaviva, che minimizzò la situazione.
Ed il Sindaco di Farindola, Ilaria Sacchetta, accusa che avrebbero dovuto inviare l’allarme valanghe, ma quel documento non è mai arrivato.

Eppure un bollettino Meteomont era stato emesso e metteva in guardia valutando un pericolo slavine elevato, tra 3 e 4 (su un massimo di 5) su un versante particolarmente fragile, come indica una carta regionale geomorfologica risalente al 1991; un documento pubblico eppure ignorato.

Poi c’è la mail con la richiesta di aiuto del Direttore del Resort Rigopiano partita ore prima della valanga, ma in Comune non c’era energia elettrica e nessuno ha potuto leggerla.

E’ proprio sull’allerta valanghe, mai arrivata a Farindola, sugli errori tecnici e burocratici, sui possibili ritardi nei soccorsi e poi su una catena di chiamate di emergenza fraintese e rimbalzate, forse sottovalutate, che sta indagando la Procura di Pescara.

E poi c’è la storia delle turbine guaste e il loro utilizzo tardivo, la questione della costruzione dell’hotel su un terreno impraticabile ed in una zona a rischio valanghe. Insomma, la Procura avrà il suo da fare.

Che dire? Superficialità, burocrazia, negligenza, sono ingredienti micidiali che emergono soltanto quando ci scappa il morto. Ma quando si presenta un’emergenza sarebbe giusto attendersi maggiore sicurezza ed efficienza.
Siano accertate le responsabilità della tragedia del Resort Rigopiano e che nessuno di quei morti sia dimenticato.

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