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Nuovo Governo Gentiloni

Nuovo Governo Gentiloni: fotocopia esecutivo Renzi, opposizioni in rivolta

 Il nuovo Governo Gentiloni nasce in tempi record, ma per le opposizioni si tratta di un Renzi-bis e lo bocciano sonoramente. Intanto Alfano e Boschi ottengono una clamorosa promozione.

Come era nelle intenzioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il nuovo Governo Gentiloni, il 64esimo in 71 anni dalla nascita della Repubblica, sorge in tempi molto brevi e sbrigativi, come del resto lo richiedeva la situazione. Il nuovo Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni Silveri, dopo il giuramento al Quirinale ed il tradizionale passaggio della campanella otterrà la fiducia prima dalla Camera e poi dal Senato.

Dunque, questione di 2-3 giorni e nascerà un esecutivo, come era prevedibile, nel segno della continuità del Governo Renzi: 18 sono i Ministri, molte le conferme, qualche spostamento da un Dicastero all’altro, poche le novità.

Composizione del nuovo Governo Gentiloni.

Domenico Marco Minniti, che era già nel Governo come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, diventa Ministro dell’Interno, succedendo ad Angelino Alfano, il quale si sposta alla Farnesina con l’incarico di Ministro degli Affari Esteri.
Claudio De Vincenti, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, diventa Ministro senza portafoglio della Coesione Territoriale e del Mezzogiorno, Dicastero che prima non c’era.
Maria Elena Boschi non sarà più Ministro senza portafoglio per le Riforme Costituzionali e per i Rapporti con il Parlamento, ma Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il suo ex Ministero perde la competenza sulle riforme e si restringe ai rapporti con il Parlamento, con l’ingresso al Governo della Senatrice Pd, Anna Finocchiaro.

Nel nuovo Governo Gentiloni sono stati confermati  Pietro Carlo Padoan all’Economia, Roberta Pinotti alla Difesa, Andrea Orlando alla Giustizia e Carlo Calenda allo Sviluppo Economico.
Giuliano Poletti  resta al Lavoro, Beatrice Lorenzin ottiene la conferma alla Salute e Gian Luca Galletti rimane al Ministero dell’Ambiente. Lo stesso vale per tre esponenti di primo piano del Partito Democratico: Dario Franceschini ai Beni Culturali, Graziano Delrio ai Trasporti e Infrastrutture e Maurizio Martina all’Agricoltura.

Altri Ministri senza portafoglio, oltre a Claudio De Vincenti ed Anna Finocchiaro, sono Enrico Costa (Affari Regionali), Maria Anna Madìa (Pubblica Amministrazione) ed il braccio destro di Renzi, Luca Lotti, che andrà al nuovo Dicastero dello Sport.

Unica ad uscire di scena è il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che verrà sostituita da Valeria Fedeli, già Vice Presidente del Senato ed ex dirigente della Cgil. L’esclusione della Giannini, di Scelta Civica, e la mancata nomina di Enrico Zanetti (Vice Ministro dell’Economia), ha provocato la reazione dei verdiniani, che hanno annunciato che non voteranno la fiducia al nuovo Governo Gentiloni.

Clamorose le “promozioni” per Angelino Alfano e Maria Elena Boschi.

Il primo è stato “premiato” con il Ministero degli Esteri, per avere gestito sicurezza ed immigrazione a dir poco in modo vergognoso e irritante, senza palle e con una politica confusionale disarmante, riuscendo a mettere contro italiani e migranti, scatenando una guerra tra poveri.
La seconda, invischiata nel caso di Banca Etruria, ha visto il fallimento di quello che era il compito primario del suo Ministero, cioè la riforma della Costituzione (disegno di legge costituzionale “Renzi-Boschi”). E’ stata “promossa” Sottosegretario unico alla Presidenza del Consiglio, la prima donna a ricoprire tale carica.

Dunque, è un gruppo Renziano, senza Matteo Renzi, con solo due novità: la Finocchiaro e la Fedeli. E poi c’è la vittima sacrificale: la Giannini.
E tutto questo casino (il “no” al Referendum per cacciare Renzi ed un Governo bis), per continuare  a fare quello che si faceva prima? Della serie: “tutto deve cambiare perché tutto resti come prima”.

Quanto durerà questo nuovo Governo Gentiloni?

I maligni (realisti) dicono che dovrà superare almeno il mese di settembre 2017, in modo da maturare i 4 anni e mezzo affinché sia messo al sicuro il vitalizio dei vari ministri e minestroni, dei politici e politicanti. I più ottimisti (ingenui) sono convinti che nella prossima primavera, con una nuova legge elettorale, si possa andare alle urne.

Intanto l’opposizione sbraita e affila le armi e promette manifestazioni e astensioni dal voto di fiducia.
E la farsa all’italiana continua.

1 Comment Posted

  1. E’ una grossa pagliacciata, non dobbiamo assolutamente riconoscere le fotocopie. Fanno piu’ pena che pieta’, sono pazzescamente pronti a dilaniare la nazione. via subito prima di uteriori danni.

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