Attualità e Opinioni
Neve e terremoto

Neve e terremoto, Centro Italia flagellato da maltempo e scosse continue

Una situazione molto difficile in cui neve e terremoto insistono sulle stesse zone martoriate da cinque mesi da continue scosse che hanno messo in ginocchio il Centro Italia.

Sommerso e tormentato da neve e terremoto, un pezzo dell’Italia centrale sta vivendo un dramma angoscioso dal quale diventa sempre più difficile venirne fuori.
Infatti, a complicare lo scenario già critico per le eccezionali nevicate, che così copiose non si vedevano da 60 anni, ci si sono messe le numerose e forti scosse di terremoto di ieri (con magnitudo superiore a 5 e con epicentro nei Comuni di Montereale, Capitignano, Pizzoli, Campotosto) che hanno coinvolto quelle stesse zone martoriate dalle violente scosse dei mesi scorsi e che hanno cancellato case, paesi e sepolto vite umane. Ad Amatrice, simbolo del terremoto del 24 agosto, è crollato il campanile della Chiesa di Sant’Agostino.

Neve e terremoto devastano una parte dell’Appennino centrale.

Tra Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria assistiamo di nuovo a crolli ed emergenze su emergenze nei Comuni, già da cinque mesi devastati dal terremoto, che faticosamente stavano provando a ripartire, ma che la neve ha reso tutto più difficile. Gli abitanti di quelle zone, assaliti da paura e disperazione non sanno più cosa fare.
Dal 24 agosto scorso ad oggi sono 45mila le scosse registrate, una ogni 5 minuti circa, e nessuno può dire quando questa devastante sequenza potrà terminare.

E’ un incubo che ieri si è rifatto vivo. Fra neve e terremoto quest’area del nostro Paese è vittima del flagello della natura e gli studiosi stanno indagando sul fenomeno del sisma che ieri, mercoledi 18 ottobre, in sole 4 ore (dalle 10,25 alla 14,33), ha visto scatenarsi  quattro scosse di magnitudo superiore a 5, un fenomeno eccezionale. Stanno cercando di capire le interazioni tra faglie ed il legame che c’è tra lo sciame di agosto, e poi il terremoto di ottobre, con quello delle ultime ore.

Un hotel travolto e sommerso da una valanga.

Tra roulotte, container e qualche casetta in legno, da giorni si fanno i conti con neve e terremoto. Altri crolli si sono verificati, come quello dell’hotel Rigopiano, nel Comune di Farindola in provincia di Pescara, travolto da una valanga conseguente alle nuove scosse. E purtroppo si presume che ci siano dei morti, dato che nello stabile si trovavano una quarantina di persone, tra clienti e personale.

E tutte le speranze dei terremotati e la voglia di ricominciare e di ricostruire ora vengono seppellite e schiacciate dalla neve e da questa terra che non smette di sobbalzare. Gli abitanti vorrebbero scappare dalle case rese fragili dall’ultimo terremoto, ma sono bloccati per la neve e per le strade impraticabili e molti sono senza luce e senza acqua.

E per quanto in queste zone siano ormai abituati alle scosse quotidiane, quando le mura scricchiolano ed il pavimento balla, è sempre paura e panico che si impossessano delle persone. Sembra un castigo su chi non ha più la forza neppure di pregare, ma sa che comunque deve resistere, reagire e darsi da fare.

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