Attualità e Opinioni
Alfano e Boschi - Ministri del Governo Gentiloni

Ministri del Governo Gentiloni: quando la farsa si innalza a grottesco

Da giorni i media ed i social si interrogano sul perché le preziose chiappe di alcuni Ministri del Governo Gentiloni occupino le poltrone in modo improprio e inadeguato.

Cominciamo da Angelino Alfano. Come Ministro dell’Interno ha fallito nel suo mandato, primo su tutti nel non aver saputo gestire il fenomeno invasione (pardon: immigrazione), facendo in modo che centinaia di migliaia di clandestini occupassero il suolo italico.

Alfano e Boschi da perdenti a Ministri del Governo Gentiloni di importanza strategica.

Perché Alfano ha fallito? Per il semplice motivo che questa politica ha permesso a migliaia di delinquenti, stupratori, ladri, assassini ed anche terroristi, di insediarsi nel nostro Paese in modo indiscriminato, senza organizzazione, con il risultato che molte periferie di grandi città diventassero dei ghetti, sacche di degrado, spaccio e delinquenza. Ha creato ansia e paura negli italiani che si sentono oppressi da questa situazione. Insomma lo stato di sicurezza e la percezione costante di pericolo è stato portato al culmine.

Non ha saputo neanche ridurre i tempi necessari per riconoscere i veri profughi. La nostra macchina burocratica prevede da 1 a 2 anni di tempo prima che un richiedente asilo possa essere effettivamente riconosciuto profugo a tutti gli effetti, ma nel frattempo questi giovani immigrati bivaccano nelle nostre città ricevendo pasto e alloggio gratis, alla faccia degli italiani indigenti.

Con la caduta del Governo Renzi era auspicabile che il responsabile di tutto questo venisse “archiviato” e che nel nuovo Consiglio dei Ministri del Governo Gentiloni fosse nominato una persona competente che risanasse il tutto. Ebbene, Alfano, non solo non è stato silurato, ma ha ricevuto anche una promozione, ottenendo il Ministero degli Esteri. E, visto come conosce l’inglese, è l’uomo giusto nel posto giusto: da vedere il video dove si rivolge ad una commissaria svedese pronunciando “uaind” invece che “uind”, parlando del gestore telefonico “wind”.

E Maria Elena Boschi? Il 22 maggio scorso, in televisione, aveva affermato che si sarebbe dimessa se avesse vinto il “no” al Referendum del 4 dicembre scorso, e sarebbe ritornata a svolgere la professione di avvocato. La riforma della Costituzione portava il suo nome e quello dell’ex Premier Matteo Renzi: quest’ultimo si è fatto da parte (sarà poi vero?) ma lei, non solo non ha presentato le dimissioni, ma è stata “promossa”, forse dietro imposizione di Renzi, Sottosegretario unico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, un incarico importante e delicato.

Ma che importa se tra i Ministri del Governo Gentiloni Valeria Fedeli non è laureata?

Ma la ciliegina sulla torta è stata la nomina di Valeria Fedeli a titolare del Ministero dell’Istruzione al posto di Stefania Giannini, unica Ministra silurata del vecchio Governo perché gravitante nell’orbita di Verdini, a sua volta “scaricato” da Gentiloni. La Giannini è docente universitaria, forse l’unica, tra i Ministri del Governo Gentiloni, che meritasse di rimanere al suo posto.

Il fatto bizzarro è che la Fedeli, di professione sindacalista, è una maestra d’asilo, non ha una laurea né un diploma di maturità, ma soltanto un diploma triennale. Nel suo sito diceva di possedere una laurea in Scienze sociali; dopo lo “sputtanamento” non compare più la laurea, ma il diplomino per assistente sociale conseguito all’Unsas.

Anche lei, come la Boschi, durante la campagna elettorale referendaria, ebbe a dire più volte nelle interviste giornalistiche ed in tv, che avrebbe abbandonato la politica se avessero vinto i “no”. Il 27 novembre scorso dichiarò: “Io non sono attaccata alla poltrona”.
Ricordiamo inoltre che la Fedeli è la fautrice della divulgazione della teoria gender a scuola, ma questa è un’altra storia.

Per concludere la carrellata delle bizzarrie sui Ministri del Governo Gentiloni.

Alfano non parla l’inglese? E’ adatto a fare il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Boschi ha perso  e voleva dimettersi? Promossa, e farà la Sottosegretaria di Stato unica alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Fedeli  non ha la maturità e non è laureata? Chi meglio di lei per svolgere i compiti del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca?
E Beatrice Lorenzin ha il diploma di liceo classico? Bene, è nominata Ministro della Salute.
Domenico Marco Minniti, di professione funzionario di partito, Ministro dell’Interno.
Roberta Pinotti, di professione insegnante, al Ministero della Difesa.
Andrea Orlando, diploma di maturità scientifica, dirigente di partito, al Ministero della Giustizia.
Gian Luca Galletti, dottore commercialista, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Luca Lotti, dirigente pubblico, titolare del nuovo Ministero dello Sport, istituito ad personam, proprio per lui.

Insomma, tutti i Ministri del Governo Gentiloni  tirano a campare per arrivare al prossimo settembre e così maturare il vitalizio. Ma si spera che le elezioni politiche avvengano in anticipo, nella prossima primavera, in modo che questo Governo “copia e incolla” (o come dice Crozza: “copia e incula”), lasci spazio ad un nuovo esecutivo più preparato nel merito e più efficiente, altrimenti non se ne esce.

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