Attualità e Opinioni
Gli amanti killer

Amanti killer, a Saronno medico e infermiera arrestati per morti sospette

Leonardo Cazzaniga, anestesista, e Laura Taroni, infermiera, definiti amanti killer, sono accusati di 5 omicidi, ma il numero delle morti sospette potrebbe essere più elevato.

Lui, 60 anni, separato, originario di Rovellasca, provincia di Como; lei, 40 anni, vedova, madre di due bambini, originaria di Lomazzo, provincia di Como. Colleghi ed amanti, inseparabili, uniti in un diabolico progetto criminale.
Definiti amanti killer o anche amanti diabolici, sono accusati di avere ucciso 4 anziani nell’ospedale di Saronno con dosi letali di sedativo.
Ma Laura è sospettata anche di essersi sbarazzata del marito con la complicità dell’amante. I due avrebbero fatto credere al 45enne di essere affetto di diabete. L’uomo, fidandosi, ha accettato di farsi curare, ignaro che i farmaci fossero inadeguati, e sarebbe deceduto lentamente.
Dalle indagini sarebbe emerso che a prescrivere i farmaci era l’uomo che da qualche anno si era invaghito dell’infermiera con cui lavorava all’ospedale di Saronno. Una relazione diventata pubblica dopo la morte del marito della donna, avvenuta nel giugno del 2013.

Gli amanti killer sospettati dell’omicidio di altre 12 persone.

Ma su Leonardo e Laura si allungano altre ombre, di altre morti sospette. Si teme anche che la madre di lei possa essere morta per loro mano. La donna, dicono gli inquirenti, non era favorevole alla relazione tra l’infermiera e l’anestesista. Si apprende, anche, che gli inquirenti stanno indagando sulla morte del padre del medico, deceduto in ospedale mentre lui era di turno.
Ma il progetto criminale dei due amanti diabolici potrebbe essere stato più ampio. In una intercettazione si sospetta anche che lei stesse meditando di sbarazzarsi dei due figli, colpevoli di ostacolare il loro amore. Ma lui, fortunatamente, l’avrebbe dissuasa.
Nell’ospedale di Saronno, dove fino ad un anno fa era vice primario del pronto soccorso, Cazzaniga si definiva il “Dio spietato”. Si sentiva intoccabile: quando un paziente arrivava al pronto soccorso, era lui a decidere se quella persona (per lo più si trattava di anziani) doveva vivere oppure no.

Intercettazioni con frasi deliranti di onnipotenza.

Il medico e la sua amante si sentivano al sicuro, incuranti del fatto di potere essere intercettati. Addirittura l’infermiera, insieme al figlio minorenne, fantasticava di uccidere i familiari, sperando di incassare l’eredità.
Agghiaccianti sono le intercettazioni degli amanti killer di Saronno. Lui: “Sono l’angelo della morte”. Lei: “Sono pronta ad uccidere”.

L’orrore, quando si manifesta, ci lascia sempre interdetti, spiazzati. L’orrore di leggere quelle intercettazioni tra i due cosiddetti amanti killer. Non si sa come definire quella coppia: un medico ed un’infermiera che avrebbero perpetrato l’orrendo crimine di porre fine a delle vite, non solo di malati o di malati terminali, ma anche di persone che sono state indotte a curarsi di malattie inesistenti per poterle uccidere, come il marito di lei.

In quei dialoghi lei si offriva addirittura di far scomparire anche i suoi figli. Sono frasi bestiali, frasi orrendamente (forse) scherzose, frasi deliranti di due pazzi che si vantavano di decidere della vita e della morte del prossimo. Raramente si sono sentite parole così spietate e raggelanti.

Purtroppo non è la prima né l’ultima volta che si scopre che il luogo in cui le persone cercano cura e assistenza, si può trasformare, in modo delittuoso, nel suo contrario.
Che tristezza!

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